Giustizia come distanza ed etica della traduzione. Aspetti della filosofia politica e giuridica di Paul Ricoeur

Goldoni, Marco Giustizia come distanza ed etica della traduzione. Aspetti della filosofia politica e giuridica di Paul Ricoeur. [Articles (Articoli)]

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Abstract

Nell’ultima fase del suo lungo percorso filosofico, Paul Ricoeur, sollecitato da problemi etici concreti, si è spesso dedicato alle tematiche giuridico-politiche. La sua riflessione non è cresciuta, in questi casi, dal nulla, ma si è inscritta in un cammino preciso, la cui coerenza e la cui unitarietà sono state recentemente riaffermate. Peraltro, la presenza di un nucleo concettuale declinabile in senso etico e giuridico confuta il sospetto – avanzato da più parti – che una «fenomenologia ermeneutica», di cui il pensatore francese rappresenta un autorevole esponente, sia impermeabile rispetto ai problemi posti dalla ragion pratica nelle società contemporanee. A partire da questa considerazione vengono qui presi in esame alcuni tratti della filosofia di Ricoeur per mostrare determinati aspetti che potrebbero interessare direttamente gli studi politici e giuridici, in particolare quelli legati ad un approccio «pluralistico». Alla luce dell’importanza che il «paradigma della traduzione» riveste nella recente produzione del filosofo francese, la questione della traduzione si pone come fuoco attorno al quale si organizza questo scritto. Il problema esige un’articolazione del ragionamento in tre distinte fasi: 1) inizialmente, viene analizzato lo statuto specifico della soggettività, passaggio indispensabile per capire la logica che presiede all’innesto della traduzione nella fenomenologia ermeneutica; 2) occorre poi chiarire l’idea di giustizia come «pratica di distanziazione», comparandola alla rispettiva nozione nell’ermeneutica gadameriana; 3) infine, l’applicazione della logica della distanziazione alla traduzione deve guidare l’analisi dell’etica che ne deriva e dei principi che la ispirano. Solo a questo livello dell’indagine sarà possibile mettere in questione, da un punto di vista interno al percorso filosofico di Ricoeur, la coerenza del suo argomento con la messa in luce di eventuali discontinuità e, da un punto di vista esterno, indagare il tenore di un’idea di traduzione sviluppata sugli assi cardinali della fedeltà e del tradimento, nonché riflettere sul suo eventuale impiego per la politica e il diritto. Al termine di questa esposizione dovrebbe emergere il legame concettuale fra l’etica della traduzione e la fenomenologia ermeneutica del sé: ad entrambe appartiene la logica della distanziazione (distantiation), processo con il quale si accoglie, senza assimilarla, la differenza nell’identità, preservando in tal modo il pluralismo senza cadere nel relativismo.

Item Type: Articles (Articoli)
Additional Information: Articolo pubblicato in www.sifp.it il 12/06/2006. Una prima versione di questo scritto è stata presentata e discussa il 30/04/2002 nell’ambito dei “Seminari di teoria del diritto e filosofia pratica” presso la facoltà di Giurisprudenza dell’Università di Modena e Reggio Emilia. Una seconda versione è stata presentata il 05/10/2004 nella giornata seminariale organizzata dal Dottorato di ricerca in “Giustizia costituzionale e diritti fondamentali – Curriculum di Teoria dei diritti fondamentali” presso l’Università di Pisa.
Uncontrolled Keywords: pluralismo, traduzione, fenomenologia ermeneutica, distanziazione, giustizia
Subjects: P Philosophy
Depositing User: Unnamed user with email info@prospettive.biz
Date Deposited: 04 Jun 2008 11:51
Last Modified: 04 Jun 2008 11:51
URI: http://eprints.sifp.it/id/eprint/26

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