Amor mundi e politica in Hannah Arendt
Sorrentino, Vincenzo Amor mundi e politica in Hannah Arendt. [Seminars (Seminari)] AbstractElisabeth Young-Bruhel, nella sua biografia di Hannah Arendt, ricorda che l'autrice di The Human Condition, l'opera dedicata alla vita activa, avrebbe voluto intitolare il libro Amor mundi. Ed è proprio l'amore per il mondo a costituire la cifra della riflessione arendtiana, segnando una profonda frattura rispetto ad una tradizione filosofica caratterizzata dal sospetto, dalla paura o dal disprezzo per il mondo. Quest'ultimo coincide, per la Arendt, con la sfera pubblica, ossia è il “mondo comune (common world)” connesso “con l'elemento artificiale, il prodotto delle mani dell'uomo, come pure con i rapporti tra coloro che abitano insieme il mondo fatto dall'uomo”: è la cornice all'interno della quale gli uomini agiscono politicamente; ma non solo. Esso è concepito anche come “mondo delle apparenze (world of appearances)”, nel quale noi, così come gli altri esseri viventi, facciamo il nostro ingresso nel momento in cui nasciamo e dal quale usciamo quando moriamo: in quanto tale, è l'apertura del visibile preliminare ad ogni oggettivazione dell'ente e soggettivazione dell'uomo. Al mondo così inteso sono costitutivamente correlati il primato delle apparenze e, dunque, la fiducia nei sensi. | Item Type: | Seminars (Seminari) |
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| Additional Information: | Pubblicato il 05-12-2006. |
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| Uncontrolled Keywords: | metafisica, buio, libertà, rispetto |
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| Subjects: | P Philosophy |
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| ID Code: | 140 |
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| Deposited By: | Unnamed user with email info@prospettive.biz |
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| Deposited On: | 22 Jul 2008 11:06 |
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| Last Modified: | 22 Jul 2008 11:06 |
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