La guerra indicibile e il Terrore

Alfieri, Luigi La guerra indicibile e il Terrore. [Articles (Articoli)]

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Abstract

Il necessario punto di partenza di ogni considerazione sulla guerra nel mondo contemporaneo, è che l’esperienza della prima e, soprattutto, della seconda guerra mondiale ha cambiato in maniera irreversibile la struttura stessa del fenomeno. Ciò sotto due profili, strettamente collegati tra loro. In primo luogo, il livello di distruttività delle nuove tecnologie belliche ha fatto saltare tutti i precedenti parametri d’inquadramento della guerra, qualificandola come atto intrinsecamente criminale non più suscettibile di alcuna legittimazione giuridica e morale, non più rapportabile alle forme di estetica della morte comunemente accettate in precedenza. Le trincee del ‘14-‘18 sono state un vero e proprio campo di reciproco sterminio, con le stesse proporzioni e in gran parte le stesse tecniche di Auschwitz, che ha direttamente lì le proprie radici. La carne umana illimitatamente esposta ai gas, al filo spinato, alle mitragliatrici, non è più altro che carne da macello offerta in alimento ad un Moloc che non ha nulla di razionale, che non segue una logica politico-giuridica, per quanto violenta e cinica la si voglia immaginare. Sebbene oscenamente ipocrita, la criminalizzazione dei vinti operata dai vincitori al termine della prima guerra mondiale esprimeva un dato difficilmente revocabile in dubbio, e cioè che i responsabili di simili distruzioni non potevano in nessun modo essere qualificati come iusti hostes. La cosa certo era a senso unico, e sotto questo profilo è eticamente inaccettabile; però mostrava una consapevolezza rispetto alla quale il tentativo di un Carl Schmitt di «salvare» giuridicamente la guerra dopo la prima – e persino dopo la seconda – guerra mondiale appare caratterizzato da una sorta di perversa ottusità[1]. La cosa è ancora più ovvia dopo la seconda guerra mondiale – e questa volta la criminalizzazione dei vinti, malgrado il perdurare dell’ipocrisia dei vincitori, è divenuta addirittura una delle basi etico-politiche del mondo contemporaneo: siamo tutti figli di Norimberga

Item Type: Articles (Articoli)
Additional Information: Pubblicato il 17/05/2007
Uncontrolled Keywords: guerra, Terrore, pace
Subjects: P Philosophy
Depositing User: Unnamed user with email info@prospettive.biz
Date Deposited: 04 Jun 2008 09:37
Last Modified: 04 Jun 2008 09:37
URI: http://eprints2.sifp.it/id/eprint/13

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