RECENSIONI CASADEI THOMAS (a cura di), Repubblicanesimo, Democrazia, Socialismo delle Libertà. “Incroci” per una rinnovata cultura politica, Franco Angeli, Milano 2004. Recensione a cura di Luca Refatti FEBBRAIO 2008



Il volume raccoglie gli atti di due giornate di studio, organizzate dalla Cooperativa culturale e ricreativa “Pensiero e Azione” – in collaborazione con altri enti e istituzioni (1) – a Ravenna nell’ottobre del 2002, sul pensiero politico di Carlo Rosselli (strettamente legato a quello del fratello Nello) e di Guido Calogero. Esso si suddivide, in tre parti: “Carlo e Nello Rosselli: tra culture politiche e contesti”; “Guido Calogero: la filosofia della democrazia”; “Tradizioni della libertà e Repubblica democratica: le radici e l’oggi”. Nella prima parte vengono indagate le radici del socialismo liberale, la dottrina politica teorizzata da Carlo Rosselli. Particolare attenzione è rivolta alle relazioni personali e intellettuali, che i fratelli Rosselli hanno intrattenuto con figure e tradizioni culturali e politiche – repubblicane e socialiste, italiane ed inglesi – prima dello scoppio della seconda guerra mondiale. Nella seconda parte, dedicata a Guido Calogero, viene approfondita, in particolare, la fondamentale elaborazione filosofica di Calogero dedicata al concetto di dialogo, esplicitandone le applicazioni in campo non solo teoretico, ma anche pedagogico, politico e giuridico. Nell’ultima sezione sono raccolti quattro contributi che enucleano ciò che più accomuna il pensiero di Calogero e quello di Rosselli e ciò che da essi può essere assunto come importante lezione, da mandare a memoria per affrontare le sfide che la contemporaneità pone alla democrazia italiana. Il volume si muove su diversi piani, anche disciplinari, ben restituiti dall’immagine dell’’incrocio’: di qui intersezioni originali, capaci di gettare nuova luce su questioni centrali della riflessione dei due autori e delle culture politiche che ad essi rimandano (liberalsocialismo e socialismo liberale, in primis). I saggi della prima parte sono focalizzati soprattutto sulla biografia personale e intellettuale di Rosselli, quelli della seconda, invece, sulla riscoperta di alcuni importanti aspetti del pensiero di Calogero (penso, in particolare, alla sua filosofia del dialogo) (2), mentre nei contributi della terza i richiami, non sono sempre espliciti, al pensiero sia di Rosselli sia di Calogero fungono da vettori per riflessioni legate a nodi strutturali della democrazia italiana, con riferimenti specifici alla contemporaneità. Apprezzabile è, ad esempio, il fatto che non ci sia concentrati su singoli aspetti del pensiero dei due autori e anche che le disamine, in chiave più propriamente pratico-politica, non si riducano – come spesso è accaduto per le culture politiche della sinistra – a questioni di economia o di assetti istituzionali. La riflessione di Rosselli e di Calogero non si è affatto limitata alle pur importanti politiche economiche e sociali, ma ha inteso, innanzitutto, appropriarsi di uno specifico atteggiamento etico: rigoroso, altruista, antidogmatico, capace di “immaginare il futuro”. La necessità di una rinnovata cultura politica, come indicato dal sottotitolo al volume, emerge così tra le righe di un dibattito condotto attorno a tre grandi temi: uno di teoria politica, sulla libertà eguale, giusta, incastonata tra liberalismo e socialismo; uno di etica pubblica, tra ragioni del ‘noi’ (patriottismo) e dialogo con ‘l’altro/gli altri’; e, infine, uno storico-biografico, sulle origini del pensiero di Calogero e di quello di Rosselli. Il tema teoretico, presente nella maggior parte dei contributi, anche se a volte solo sottotraccia, è quello della libertà eguale. È, in particolare, Carmelo Calabrò (Socialismo liberale rosselliano e liberalismo sociale inglese: affinità e differenze: pp. 47-53) a sottolineare come l’uguaglianza sociale venga considerata, dai Rosselli come da John Stuart Mill e Leonard Hobhouse, uno strumento, e non un impedimento, per lo sviluppo, il rafforzamento e l’ampliamento della libertà e dell’autonomia personale. A Thomas Casadei (Un lessico filosofico-giuridico “progressivo”: socialità e cittadinanza in Calogero: pp. 151-171) dobbiamo, d’altro canto, la considerazione che la libertà giusta, eguale, è quella che viene limitata, disciplinata, normata, affinché possa essere massima per tutti – di qui la centralità delle regole della democrazia a sostegno delle ragioni del socialismo (3). Una definizione sintetica è tentata, infine, da Franco Sbarberi (Il liberalismo sociale tra passato e futuro: pp. 203-215), secondo cui la «libertà eguale» – espressione che indica uno specifico filone del pensiero politico italiano del Novecento (da Gobetti a Rosselli, da Calamandrei a Calogero, fino a Bobbio) (4) – va intesa come pari opportunità di sviluppo della personalità di ciascuno. Qualche dubbio sulla conciliabilità delle idee di democrazia, libertà e giustizia viene posto, invece, da Stefano Petrucciani (Liberalsocialismo e democrazia nel pensiero di Calogero: pp. 173-181). Egli propone due ragionamenti possibili. Il primo è considerare la democrazia come uguale partecipazione. In questo caso la democrazia “presuppone necessariamente la giustizia sociale”, ma impedisce ai cittadini di scegliere società non egualitarie. Il secondo ragionamento parte dall’idea che il concetto di democrazia sia riducibile al metodo democratico. In questo caso la libertà di scelta dei cittadini sarebbe assoluta, ma giustizia e democrazia non potrebbero essere più considerate necessariamente connesse. “In entrambi i casi, insomma, perdiamo qualcosa” (p. 178), conclude Petrucciani. La seconda chiave di lettura del volume è, come anticipato, l’etica quale scaturigine di ogni impegno politico. Nella parte dedicata ai Rosselli essa emerge soprattutto collegata alla questione del patriottismo antifascista grazie agli articoli di Mario Di Napoli (I Rosselli e la lezione mazziniana: pp. 31-37) e Zeffiro Ciuffoletti (Nello Rosselli e le idee repubblicane: pp. 39-46 ). Negli articoli su Calogero – in particolare in quelli di Margarete Durst (Il “filo rosso” della riflessione di Guido Calogero: uno sguardo teorico: pp. 119-128), di Tommaso Greco (Dai diritti al dovere: tra Mazzini e Calogero: pp. 137-150) e dello stesso Casadei – il problema dell’etica politica è necessariamente connesso al principio del dialogo, inteso come il dovere altruistico di ascoltare, riconoscere e comprendere l’altro. Michelangelo Bovero (Il silenzio dei teleutenti. Crisi della democrazia del dialogo: pp. 223-231), dal canto suo, attualizza in maniera originale il dibattito sull’etica politica, attraverso un’analisi impietosa dello stato della nostra democrazia, dove dalla cittadinanza attiva e dialogante, delineata da Calogero, si è passati all’indolente passività della “teleutenza”. A questo riguardo, credo che patriottismo e dialogo trovino un possibile punto d’incontro nel patriottismo volontaristico europeo di Rosselli, così come lo presenta Corrado Malandrino (Idea di Europa e federalismo in Carlo Rosselli: pp. 71-91): un patriottismo che non sostituisce ma che va oltre i patriottismi nazionali, divenendo così una possibile applicazione pratica (sebbene non intenzionalmente) di quella filosofia del dialogo tanto cara a Calogero (5). La vicinanza tra il pensiero di Rosselli e quello di Calogero non è certamente casuale. La ricerca del terreno di coltura comune ad entrambi è il terzo filo conduttore del volume. Sia Carlo Rosselli (ma lo stesso discorso vale, seppure con sfumature diverse, per il fratello Nello) sia Calogero appartengono ad una comune tradizione di pensiero che, come fa notare Maurizio Viroli (Libertà democratica, libertà repubblicana e libertà socialista: pp. 185-201), ha radici antiche. Tradizione liberale e tradizione socialista sono, infatti, entrambe saldamente innestate nel tronco del repubblicanesimo classico, da cui discende l’idea che “la vera libertà consiste nel non essere dominati, ovvero nel non essere sottoposti alla volontà arbitraria di altri uomini” (p. 185). Il connubio tra socialismo e liberalismo, se reso possibile dalla comunanza con istanze mutuate dal repubblicanesimo, viene riproposto in Gran Bretagna grazie alle riflessioni di John Stuart Mill e Hobhouse, come riportato da Calabrò, ma anche grazie al peculiare atteggiamento pragmatico dei laburisti britannici, come sottolinea Claudio Palazzolo (Socialismo inglese: un contesto di riferimento per Carlo Rosselli: pp. 55-70). Questo fecondazione tra socialismo e liberalismo si diffonde, infine, in Italia all’interno della famiglia azionista, a cui appartengono sia Calogero sia Rosselli. I legami e gli intrecci di idee e biografie vengono riportati in superficie dal saggio di Paolo Bagnoli (Socialismo liberale e liberalsocialismo: culture, movimenti e categorie della politica: pp. 11-29), Gennaro Sasso (Introduzione a Guido Calogero: pp. 95-100), Stefano Zappoli (Da Croce e Gentile al “dialogo” con Capitini: l’itinerario intellettuale di Guido Calogero: pp. 101-117), Aldo Visalberghi (L’educazione democratica in Calogero: pp. 129-135), oltre che da Di Napoli e Ciuffoletti. Ma è Nicola Tranfaglia (Socialismo liberale e liberalsocialismo: un’eredità per la costruzione della repubblica democratica: pp. 217-222) ad assumersi l’onere di un bilancio complessivo sull’apporto della tradizione azionista alla formazione della Repubblica italiana. In particolare, nonostante la scarsa rappresentanza numerica azionista all’interno della Costituente, i principi fondamentali della Costituzione italiana sono impregnati dell’ambizione azionista di ampliare le libertà dei cittadini salvaguardando la giustizia del sistema paese. Precisa Tranfaglia che “comune alle idee di fondo degli azionisti riguardo al testo costituzionale è la visione di una repubblica che estenda al massimo le garanzie democratiche e liberali dei cittadini; realizzi un sistema di economia mista pubblico-privato, attivi un’effettiva divisione dei tre poteri dello Stato garantendo l’autonomia e l’indipendenza della magistratura e il principio del giudice naturale precostituito per legge; si preoccupi dell’uguaglianza effettiva dell’opportunità di tutti i cittadini rispetto alle possibilità dell’istruzione, della sanità, dell’osservanza delle leggi” (p. 220). Se durante la prima repubblica, questa la conclusione dello storico, tali principi sono stati attuati solo parzialmente, ora, invece di venire pienamente realizzati, rischiano di essere totalmente disattesi da una maggioranza parlamentare che si propone di rivedere radicalmente la stessa carta costituzionale. Sono numerosi quindi gli spunti offerti da Repubblicanesimo Democrazia Socialismo delle Libertà, sia per il lettore esperto sia per chi si avvicina da neofita al pensiero politico italiano del Novecento (a torto spesso trascurato (6)), ma forse utili e interessanti soprattutto per chi volto all’azione e alla prassi politica non ha i necessari, forti, riferimenti etici e culturali (come, purtroppo, spesso capita nel nostro paese). Le lezioni, “incrociate”, di Rosselli e Calogero, radicate nella storia e protese al futuro, mostrano un’affascinante fecondità nel nostro presente. NOTE (1) Associazione Mazziniana Italiana, Associazione “Memoria e Ricerca”, Biblioteca di Storia Contemporanea “A. Oriani” di Ravenna, Centro Studi Piero Gobetti, Domus Mazziniana, Fondazione Spadolini – Nuova Antologia, Istituto Italiano per gli Studi Filosofici, Istituto Italiano per gli Studi Storici “Benedetto Croce”, Istituto Storico della Resistenza dell’Emilia Romagna, Istituto Storico della Resistenza della Toscana. (2) Su questi aspetti si veda anche Th. Casadei, La libertà sta nel «sentimento del limite». Note sulla filosofia etico-politica di Guido Calogero, «Teoria politica», 1, 2005, pp. 89-106. (3) Le regole della democrazia e le ragioni del socialismo è il titolo di una raccolta di scritti politici di Calogero recentemente ripubblicata in una nuova edizione: G. Calogero, Le regole della democrazia e le ragioni del socialismo, a cura di Th. Casadei, con una testimonianza di N. Bobbio, Reggio Emilia, Diabasis, 2001. A questa pubblicazione ha fatto seguito, per la stessa casa editrice, una nuova edizione de La scuola dell’uomo: a cura di P. Bagnoli, con una testimonianza di Aldo Visalberghi, Reggio Emilia, Diabasis, 2003. (4) Cfr. F. Sbarberi, L’utopia della libertà eguale. Il liberalismo sociale da Rosselli a Bobbio, Torino, Bollati Boringhieri, 1999. (5) Nella stessa direzione, appoggiandosi anche al «paradigma comunicativo» di Jürgen Habermas: C. Malandrino, Sovranità nazionale e pensiero critico federalista. Dall’Europa degli Stati all’unione federale possibile, in “Quaderni Fiorentini”, 2002, n. 31, tomo I, pp. 169-244; Id., ‘Popolo europeo’ e paradigma federalista-comunicativo. Dall’Unione dei popoli alla federazione dei cittadini europei, in C. Malandrino (a cura di), Un popolo per l’Europa Unita. Fra dibattito storico e nuove prospettive teoriche e politiche, Firenze, Olschki, 2004, pp. 1-39. (6) Fa eccezione, tra pochi altri, P. Bagnoli, Profilo di storia del pensiero politico italiano del Novecento, Firenze, Polistampa, 1999, che qui si segnala per la sua organicità e completezza. Si veda, inoltre, l’ormai classico N. Bobbio, Profilo ideologico del Novecento, Milano, Garzanti, 1990.

Luca Refatti



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